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L'origine della città di Viterbo è da collocare nell'Alto Medioevo, quando i Longobardi del loro ultimo re Desiderio conquistarono e fortificarono un antico villaggio, detto da allora Castrum Viterbii, sul Colle del Duomo. Il nome della futura città, di incerta etimologia, inizia ad apparire nelle fonti di metà VIII secolo. Sul colle era esistito un modesto centro abitato etrusco il cui nome era Surrena o Sorrina, il quale passò ai Romani successivamente al 310 a.C., i quali lo trascurarono in favore del municipio di Surrena Nova, sorto sulla collina antistante (Riello), e delle numerose ville patrizie sorte |
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nei pressi degli stabilimenti termali lungo la Via Cassia (se ne contano ben quindici).
La fortificazione del Castrum Viterbii, che comprendeva anche una piccola pieve cristiana dedicata a S. Lorenzo, passò ai Franchi nel 774 e quindi fu donata da Carlo Magno alla Chiesa, che proprio in quegli anni, grazie a questa e ad altre |
| donazioni territoriali, costituiva il primo nucleo dello Stato Pontificio. Si hanno poche notizie riguardanti la storia locale nei secoli IX e X, tuttavia è ipotizzabile una ripresa economica e demografica in base alla quale il Castello sul Colle del Duomo si espanse con nuovi borghi al di fuori delle proprie mura, fondendosi con altri "vici" che nel frattempo si andavano sviluppando su altre alture circostanti e creando un tessuto urbano che da lì a un paio di secoli sarebbe stato circondato da una cinta muraria. |
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| Viterbo, che ormai possiamo iniziare a definire tale, si eresse a libero comune nel 1095, in piena epoca di lotta delle investiture tra impero e papato, e iniziò ad affemare la propria supremazia sul territorio del Patrimonio di San Pietro in Tuscia. Nel XII secolo fu scelta per ospitare pontefici (Eugenio III fu il primo |
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| nel 1145), ricevette il titolo di città da parte di Federico I Barbarossa (1167), rase al suolo la città di Ferento (1172) e divenne sede vescovile (1193).
Il XIII secolo fu uno dei più turbolenti e al contempo gloriosi per la città. Nella prima metà del secolo Viterbo fu sconvolta dalle lotte interne tra casate e fazioni opposte (Gatti, guelfi, e Tignosi, ghibellini), oltre a trovarsi al centro dei contrasti tra impero e papato e impegnata in dispute con le città circostanti. |
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